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Respuestas

Mis ideas y opiniones
Mi opinión sobre la poligamiaruspakof: Non possiedo alcun orientamento religioso.
lwhitmore: Cattolico non praticante
lea68: Sono quasi Caodaista
chemieacta: Agnostico, aperto alle altre religioni purchè non si cadi nel fanatismo

memoryman: Semplicemente non fa parte della mia vita.
gufooscuro: Nessuno
tommiuz: In vita mia non ho mai sentito l'esigenza di credere in un qualche dio, in virtù di questo sono sempre stato molto critico nei confronti delle religioni in generale.
pit05: Tendenzialmente ateo
daniela: Credo nel Dio Cristiano, con cui ho un profondo dialogo. Non frequento chiese o riti religiosi.
trelkovsky: Oscillo tra fasi di arido e disincantato nichilismo e improvvisi slanci mistici
bobcall: Cattolico cristiano
fiorellino: Ateismo convinto ma poco militante
sunnyday: Le religioni non dovrebbero esistere.
splinder: Ateo, ma riconoscente dei valori cattolici
daniel_petrica: Una volta credevo in dio (catolico) ma ora non credo in niente.
synapses: Agnostico.
antonkra: Non credente
yari75: Agnostico
pandaorso: Atea
valya: Sono atea, non sono cresciuta secondo principi religiosi perchè provengo da una famiglia assolutamente laica, per cui non sono nemmeno stata battezzata da bambina.

Io penso che per essere persone spirituali non ci sia bisogno della religione, perché per esserlo basta appunto coltivare la propria interiorità, farsi delle domande e nutrire la propria curiosità con la sete di conoscenza.
Spesso si pensa che le persone non credenti siano materialiste, ma questo non è vero, appunto perché - proprio chi non ha risposte certe all'esistenza - è maggiormente spinto a interrogarsi, a indagare il reale e a porsi domande, in un incessante dialogo interiore con se stesso.

Devo dire che la dimensione religiosa non mi manca per nulla, e il fatto di essere cresciuta al di fuori di qualsiasi credo mi porta molto a relativizzare il pensiero religioso, che secondo me nasce sempre e prende forma all'interno di un contesto storico-geografico-culturale ben preciso. Insomma, vedo la religione come un prodotto culturale ben contestualizzato e spesso mi chiedo come si possa essere convinti che la propria fede sia quella giusta, se al mondo ce ne sono tantissime. Proprio questa abbondanza di credenze mi fa pensare a quanto la religione sia umana ed essenzialmente rispondente a un bisogno innato dell'uomo di avere delle risposte certe e rassicuranti circa la propria esistenza.

Mi piacerebbe pensare e avere una fiducia nella possibilità che esista un Dio che "mondi i peccati del mondo" e "punisca" le ingiustizie esistenti, ma mi rendo conto di come la realtà sia complessa e sfaccettata e di come sia impossibile pensare all'esistenza di un'idea di giustizia universalmente valida, al di là del tempo e dello spazio.

E molto infantilmente mi piacerebbe immaginarmi eterna e immortale, ma so che questa è una delle tante consolazioni del pensiero religioso, il cui fine è dare una speranza all'uomo, atterrito dalla consapevolezza della sua finitezza.